Elio Franzini

Università degli Studi di Milano

Elio Franzini

Università degli Studi di Milano

Biography

Elio Franzini (Milano 1956) è professore ordinario di Estetica presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Milano.

Laureatosi con Giovanni Piana e Dino Formaggio, le sue ricerche si sono orientate, seguendo la tradizione della scuola milanese, verso la  fenomenologia, che ha indagato in alcune sue connessioni storiche e teoriche con particolare riferimento ai temi della costruzione artistica, del simbolo e dell’immagine.

Nell’a.a. 2008-9 è titolare dell’insegnamento di Teorie della rappresentazione e dell’immagine.

Le sue prime ricerche si sono rivolte

verso l’approfondimento di alcuni problemi di fondazione dell’estetica fenomenologica, con specifica attenzione ai temi della costituzione del sentimento, della temporalità e dell’oggetto estetico. Si è in seguito occupato di una fenomenologia della creazione artistica, approfondendo anche le relazioni fra espressione artistica e teoria delle passioni.

Accanto agli interessi relativi alla fenomenologia dell’affettività, ha sviluppato varie ricerche sulla genesi storica dell’estetica a partire dal Settecento, cioè dal secolo in cui l’estetica stessa è stata battezzata. Si è qui inteso mettere in luce come le ricerche estetiche settecentesche siano nate in uncontesto culturale caratterizzato sia dalla eredità delle retoriche secentesche sia dalle dispute filosofiche, artistiche e antropologiche che si sviluppano all’interno dell’epoca dei Lumi.

Configurandosi come un grande dialogo tra ragione e passione, tra elemento animale ed elemento spirituale, tra fiducia nella storia e pessimistica inquietudine, l’estetica esplora in questo secolo le possibilità e i limiti della natura e dell’uomo, intrecciando e costituendo, in tale ricerca, tutti quei
nodi concettuali (dalla bellezza al sublime, dall’immaginazione al gusto sino al genio e al sentimento) che costituiranno il patrimonio storico dell’estetica sino ai giorni nostri. Peraltro, il percorso conoscitivo all’interno del problema filosofico del sentimento, che ha avuto per principali protagonisti Hume, Kant e Husserl, oltre che i nodi essenziali dell’estetica tra Seicento e Settecento, ha permesso di costruire una sorta di orizzonte “psicologico” o “antropologico” a partire dal quale è possibile esplorare le basi fondative dell’estetica. I problemi della sensazione, del sentimento, del senso comune inquadrano infatti il senso gnoseologico dell’estetica, il ruolo cioè che essa riveste in una teoria generale della conoscenza. L’estetica incarna, in tale contesto, un “modo” specifico, precategoriale, della ragione, che svela il suo senso manifestando il significato conoscitivo dell’esperienza sensibile: all’origine del sapere, all’origine della scienza, vi è un “sentire comune” in cui doxa ed episteme si incontrano.

L’analisi di questo tema, del ruolo cioè della rappresentazione estetico-sensibile nei processi generali della conoscenza, ha condotto a indagare il senso dell’immagine e dell’immaginazione, e dei processi simbolici loro correlati, che conducono a costruire il percorso costitutivo di una
“fenomenologia dell’invisibile”. Il tema della “rappresentazione” e delle sue connessioni con il linguaggio e con l’espressione retorica e artistica dal Settecento sino alla tradizione fenomenologica è al centro dei suoi più attuali interessi.

All session by Elio Franzini

La natura del bello

15.00-17.00
Aula Magna dell’Università Cattolica di Milano